Bluetooth e suspend, mica si riprende! O_O

Novembre 15, 2007

Ora che ho un palm treo 680, mi è venuta voglia di provarne la connettività in ogni modo, da qui mi sono accorto che quando esco dal suspend, il bluetooth è disattivo, in attesa di un fix e grazie a un post di ubuntuforums, ho trovato questo workaround:

#!/bin/sh

sleep 5
/etc/init.d/bluetooth force-reload
/usr/sbin/hid2hci

in /etc/acpi/resume.d/99-rescue-bluetooth.sh (rendendolo eseguibile, ovvio), fa riprendere il tutto! ^_^


Palm Treo 680

Novembre 8, 2007

Bene, funziona molto bene, sono contento, è un bel prodotto e poi mi si sincronizza senza pugnette e problemi con la mia ubuntu… ^_^ è bastato scrivere visor in /etc/modules per attivare la sincronizzazione!


Tip per evitare un piccolo bug nei driver wifi del macbook

Novembre 7, 2007

mettendo (disabilita bgscan):

iwpriv ath0 bgscan 0

in /etc/rc.local non ho più il problema che ogni tanto si disconnetteva il wifi con questi errori in dmesg:

 wifi0: rx FIFO overrun; resetting

speriamo però che in futuro non ci sia bisogno di questo piccolo hack!


Database Access da Linux

Ottobre 10, 2007

Mi sta capitando, per fortuna o per sfortuna ;-) di dover mettere le mani dentro a database access, dalla mia linux box, per migrazioni dal sistema proprietario a Database aperti (e più performanti! ^_^).

La fortuna è che mi piace fare esperienza! ^_^

Comunque, in qualche ora di ricerca ho fatto fatica a capire come usare ODBC per accedere ai dati, la parte che non ho trovato facilmente è stato come aggiungere driver e datasources (avrò usato le parole sbagliate in google… oppure non c’è molta documentazione indexata dagli spider del motore di ricerca…).

La soluzione mi è arrivata incappando in un post di una mailing list.

Per prima cosa si devono installare questi pacchetti (come riferimento uso la mia ubuntu gutsy):

sudo apt-get install libmdbodbc

Un tool grafico per sfogliare i database mdb:

sudo apt-get install mdbtools

Successivamente si deve aggiungere al file /etc/odbcinst.ini il driver (inteso come libreria condivisa) inerente al driver per MS ACCESS, così da segnalare a odbc come maneggiare i file di tipo mdb:

[MDBToolsODBC]
Description = MDBToolsODBCdrivers
Driver = /usr/lib/libmdbodbc.so.0
Usage = 1
FileUsage = 1

Ovviamente, occhio al fatto che nella vostra distribuzione lo shared object sia in /usr/lib, sennò cambiate la stringa dopo Driver = in modo che rispecchi la posizione del file nel vostro filesystem.

Ora, supponendo che il file .mdb sia in /home/mionome/Documents/Prova.mdb si deve aggiungere questa sorgente di dati al file /etc/odbc.ini:

[Prova]
Description = Prova Sample Database
Driver = /usr/lib/libmdbodbc.so.0
Database = /home/mionome/Documents/Prova.mdb

Ora, come prova, si può provare il comando:

isql Prova

che vi metterà in connessione con il database Access specificato nel datasource.

A questo punto, visto che ne ho bisogno in un progetto ruby, devo installare anche i bindings odbc per questo linguaggio:

sudo apt-get install libdbd-odbc-ruby

Che ci permette, sotto irb, di provare il collegamento al database dall’ambiente ruby:

require "odbc"
ODBC.drivers
ODBC.datasources
connection = ODBC.connect "Prova"

Lanciando il comando irb mi trovo nell’ambiente interattivo di ruby, molto comodo per eseguire delle prove; come prima cosa è importante il require “odbc” che carica il modulo ODBC, per sapere se ruby vede i driver e i datasource di odbc (perchè mai non dovrebbe? ^_^) ho provato a richiamare i due metodi statici: drivers e datasources che restituiscono entrambi i rispettivi array (benissimo, vedo effettivamente quelli inseriti nei due file di configurazione), per ottenere l’oggetto database, su cui poi operare attraverso i metodi elencati nelle pagine di Ruby ODBC Reference, devo fare la connessione al datasource giusto (ODBC.connect “Prova” è l’omologo in ambiente ruby di isql Prova).

A questo punto si possono provare le query:

query = connection.prepare("SELECT * FROM PROVA_TABLE")
query.execute.each_hash() { |row| print row.inspect }
query.drop
connection.drop_all

Welcome back home.

Settembre 22, 2007

E’ successo, come scrivevo in Un Anno di Mac ormai ero sempre più propenso a tornare nella casa del pinguino anche sul macbook, dopo un anno e un mese di uso di Mac OS X il passaggio è avvenuto, sul mio Macbook ho ormai in pianta stabile (anche se parliamo di una release Alfa) una bella Ubuntu Gutsy completamente funzionante (a onor del vero mi manca di testare la webcam e il microfono), quando scrivo completamente intendo compreso di sospensione funzionante, wifi, trackpad (anche meglio che nell’orignale sistema di cupertino, la per il click di destra dovevo usare la combinazione CTRL+Click, in ubuntu mi basta tappare con un dito per il click sinistro, due dita per il click destro e tre dita per quello centrale (sempre senza perdere la comodissima, non per Matte ;-) , possibilità di scrolling orizzontale e verticale con le due dita).
Ovviamente nessun problema con il comparto grafico, già dal live cd ubuntu aveva rilevato correttamente la scheda video e usato sia la risoluzione 1280×800 che i driver 3d con compiz attivato di default (poi visto che sono ‘gnorante dentro, ho installato il configuratore avanzato di compiz per attivare tutti i plugin più fighi e inutili! ^_^).
Il mio desktop. Metacity personalizzato
Altra nota spettacolare (per me) è il fatto che non sono più legato a una pesante e aliena macchia virtuale con win dentro per fare girare gli unici due programmi per windows che mi servono per lavoro (programmazione degli impianti domotici per la Crestron), le ultime due release di wine, opportunamente configurate, fanno girare i programmi come fossero nativi, con pieno supporto per la seriale (ieri ho acquisito i codici IR di un telecomando per un lavoro ed è stato davvero soddisfacente non dover aspettare i tempi di una macchina virtuale).
Questa soluzione con wine mi permette anche di fare una cosa molo carina, avendolo ora ben configurato tutto (grazie a ies4linux e wine-doors una cosa di 20 minuti compresi i dowload), posso tranquillamente copiare su cd la cartella .wine nella mia home e avere sempre degli snapshot backuppati e sempre funzionanti (senza dover nuovamente sprecare 20 minuti per riconfigurare il tutto, comodo no?).


Trackpad del MacBook con multitouch

Settembre 20, 2007

Girando per la rete e applicando un po’ di consigli trovati in giro (i maggiori consigli sono arrivati da: http://www.thouters.be), ora ho un bel trackpad che sfrutta tutte le funzionalità che aveva in Mac OS X, questa è la sezione relativa nel file (/etc/X11/xorg.conf):

Section "InputDevice"
        Identifier "Synaptics Touchpad"
        Driver "synaptics"
        Option "SendCoreEvents" "True"
        Option "Protocol" "auto-dev"
        Option "Device" "/dev/psaux"
        Option "SHMConfig" "True"
        Option "LeftEdge" "100"
        Option "RightEdge" "1120"
        Option "TopEdge" "50"
        Option "BottomEdge" "310"
        Option "FingerLow" "20"
        Option "FingerHigh" "30"
        Option "MaxTapTime" "150"
        Option "MaxTapMove" "90"
        Option "MaxDoubleTapTime" "180"
        Option "VertScrollDelta" "25"
        Option "HorizScrollDelta" "30"
        Option "HorizEdgeScroll" "0"
        Option "VertEdgeScroll" "0"
        Option "FastTaps" "true"
        Option "TapButton1" "1"
        Option "TapButton2" "3"
        Option "TapButton3" "2"
        Option "MinSpeed" "0.5"
        Option "MaxSpeed" "3.5"
        Option "AccelFactor" "0.35"
        Option "VertTwoFingerScroll" "1"
        Option "HorizTwoFingerScroll" "1"
EndSection

Forse tutte queste cose erano gestibili dinamicamente usando programmi grafici come Gsynaptics, però visto che il macbook non cambierà il trackpad tutto di un colpo (a meno di non smontarsi da solo), preferisco averle fissate nel file di configurazione!


E Vai che ci siamooooo!

Settembre 20, 2007

Ormai tutti i giorni mi capita di passare una mezzoretta di relax sulla seconda partizione del mio MacBook, spazio che ho riservato alla versione di sviluppo (che uscirà a ottobre in via definitiva) di Ubuntu 7.10, come scrivevo in Un Anno di Mac mi è tornata una gran voglia di ripassare a GNU/Linux, anche se l’esperienza nel mondo mac non è stata male, mi sento più a casa fra i pinguini.
L’installazione della Alfa 5 (Tribe 5 in gergo ubuntuesco) era andata molto bene (è una alfa e non mi è mai crashata, è una alfa e mi ha riconosciuto tutto tranne, solamente, il wifi.. non so se mi spiego! cfr. Wifi: Chipset Atheros AR5418, presente su tutti i macbook Core 2 Duo), provo a seguire le indicazioni del wiki di ubuntu utilizzando l’ultimissima versione del driver open source per queste schede chiamato madwifi, il chipset viene riconosciuto e il modulo caricato, però non riesce ad autenticarsi sull’AP (WPA personal), vabbè, mi dico, migliorerà, c’è ancora tempo prima della gutsy finale (madwifi non centra con ubuntu, però era il termine per dirmi, ok, funziona tutto, quindi cavo Mac OS X e vado avanti col pinguino). Bene, il momento della miglioria definitiva è arrivato! ^_^ Da questa mattina non ho più bisogno della penna wifi USB della ZyXEL (che funziona comunque egregiamente senza dover installare nulla, just works!), ma tutto l’hw del macbook viene riconosciuto e usato in automatico.
Ora mi sento un pinguino con le ali!


Rendere permanenti le modifiche a iptables e l’ip forwarding

Agosto 14, 2007

N.B. Attenzione, sembra che queste istruzioni siano valide per lo meno per Ubuntu 7.04 e 6.10, non le ho provate sulle precedenti e su 7.10 Gutsy, vedere il primo commento per altre istruzioni forse mirate a gutsy

Questo è più un appunto personale che una vera notizia del blog, cmq per rendere permanenti le modifiche atte ad attivare il masquerade su una macchina debian based:

per rendere definitivo il comando:
echo 1 > /proc/sys/net/ipv4/ip_forward
scrivere nel file /etc/network/options la riga: ip_forward=yes

per rendere permanente un comando su iptables del tipo:
iptables -t nat -A POSTROUTING -j MASQUERADE
scrivere il comando in questione nel file /etc/network/if-up.d/iptables


Un anno di Mac…

Agosto 14, 2007
Fra due giorni sarà esattamente un anno che ho iniziato ad usare un mac, da quel giorno la mia vita si è letteralmente riempita di mac (tenendo in conto il poco tempo che è passato), il primo è stato un macbook bianco, ne rimasi davvero soddisfatto, ben fatto come hardware, molto figo da vedere e, per me che venivo da 6 anni di uso quasi esclusivo di GNU/Linux (Debian prima e Ubuntu poi), davvero familiare da usare (mi spaventano i sistemi operativi con una shell poco potente… ^_^), in poco tempo ho imparato a sfruttarlo al massimo anche dal lato interfaccia a finestre… mi piace così, se provo a usare uno strumento voglio imbracciarne appieno la filosofia e il modo di utilizzo, proprio come feci con Debian 7 anni fa uscendo da 5 anni di Microsoft sempre più stretti, quasi soffocanti.
Poi è stata la volta di un macmini che uso collegato al TV come ricevitore digitale terrestre (peccato che il DVB in italia sia ancora in una fase imbarazzante… a proposito, che diavolo di fine hanno fatto MTV e La7? Grrrr!) e audio, video e file server per tutta la casa.
Infine, due mesi fa, ho acquistato il mio secondo macbook, uno nero, il massimo della potenza della serie macbook e anche qui sono rimasto molto contento, la migrazione dal vecchio macbook, che ora usa la mia morosa, è stato un lampo, un cavo firewire e via: utente, documenti e impostazioni erano già li che mi aspettavano al primo login nella nuova macchina, sono tornato operativo, lavorativamente parlando, 30 minuti dopo aver varcato la soglia di casa mia… non male, vero?
Ovviamente abbracciando completamente la filosofia mac ho anche acquistato il mio primo ipod nano, eseguito i miei acquisti su iTunes e, grazie alla rottura del mio access point, anche una Airport extreme (che presto userò anche come print server), una vera full immersion, completamente nel mio stile, non c’è che dire….

Però…

Però GNU/Linux mi manca, lo reputo ancora un sistema superiore, per lo meno come possibilità di personalizzazione, ragionandoci a mente fredda, bhe… tutti e due sono molto simili, sono pur sempre dei *nix e mi ci trovo a casa, le applicazioni che uso in uno o nell’altro si equivalgono, molte sono esattamente le stesse (anche se in Mac devo appoggiarmi al maledetto X11 e perdere coerenza), quindi non c’è una ragione particolare per doverne preferire uno, non fosse per la libertà e il fermento.. una volta che li assapori e ti ci immergi completamente per tanti anni, è difficile farne a meno, è davvero solo una questione di sensazione, come funzionalità per me sono entrambi più che perfetti, ma il mondo GNU/Linux è continuamente in movimento, applicazioni sempre più geniali si affacciano al mondo desktop e mi pare di stare perdendo qualcosa in questa pazza corsa, non fosse altro, ad esempio, per l’inutile, meraviglioso compiz e le implementazioni di software sempre meglio integrati con protocolli alla zeroconf (avahi, bonjour, upnp, …) che rendono i computer di casa un network vivo, vitale nel senso di libertà di scambiare informazioni, di parlare, senza dover impazzire con tante configurazioni.

Chissà, so che ho molto da lavorare, non posso di certo mettermi a installare e reinstallare continuamente sistemi operativi per gioco, però…

Però in un piccolo angolo del mio cervello un’ombra nera urla, un po’ soffocata, ma grida e chissà, prima della fine dell’anno, in un lungo week end di terrore ^_^, un Gibbone Coraggioso potrebbe fare la sua entrata trionfale, scacciando dalla tana una povera Tigre incatenata… magari accompagnato da un fiero Leopardo.

Ormai sembra che debba solo decidere quali tane liberare….